Verso la fine degli anni
60 il matematico inglese John H. Conway, allo scopo di simulare lo sviluppo di colonie
di organismi viventi, ideò un gioco chiamato Life. Esso consiste nel prevedere
ed osservare l'evoluzione nel tempo di una colonia di organismi variamente distribuita
nello spazio.
Lo spazio del gioco è rappresentato idealmente da una matrice bidimensionale
infinita dove ogni singola cella può ospitare un organismo.
L'evoluzione della colonia è univocamente determinata dalle regole del gioco:
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Sopravvivenza: un organismo sopravvive se nelle celle adiacenti (*) sono presenti 2 o 3 organismi;
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Morte: un organismo muore per sovraffollamento se nelle celle adiacenti sono presenti più di 3 organismi o per solitudine se nelle celle adiacenti ci sono meno di 2 organismi;
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Nascita: un nuovo organismo nasce in una casella vuota se nelle celle adiacenti ci sono esattamente tre organismi.
(*) Per celle adiacenti si intendono le 8 celle in prossimità ortogonale e diagonale.
Nell'implementazione
purtroppo è necessario rendere finita l'estensione dello spazio pertanto si limita
il numero di righe e di colonne della matrice, inoltre, per evitare di avere celle
di confine, ovviamente non ammesse, si considerano adiacenti le celle ai lati opposti.
La topologia dello spazio risultante è quella di un toro.
Considerata una particolare
disposizione iniziale di organismi è interessante osservarne l'evoluzione mentre
è estremamente difficile prevederne lo sviluppo.
Esistono disposizioni che evolvono verso una configurazione stabile che può essere
statica o periodica, altre che si accrescono indefinitamente ed altre che dopo una
fase transitoria si estinguono completamente (come accade nella maggior parte dei
casi).
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Life è un esempio di una classe di sistemi computazionali astratti detti automi cellulari, ideati alla fine degli anni 40 da John Von Neumann e Stanislaw Ulam (vedi http://linas.org/plants/observe.html)
Buon divertimento


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